scontroAuto accartocciate, persone menomate, morti. Le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale fanno spesso uso di queste immagini nella speranza di generare immedesimazione in chi le guarda e quindi indurre comportamenti prudenti. A giudicare dai dati sugli incidenti stradali tutto questo sforzo non sembra dare risultati esaltanti.

 

 

Nelle strategie che i governi mettono in piedi per indurre nella popolazione una maggiore attenzione alla sicurezza stradale occupano un ruolo importante anche le campagne di sensibilizzazione. Sono efficaci?
Proverò ad esprimere una mia opinione argomentata su questo tema di vitale importanza .

Una delle categorie maggiormente a rischio è costituita dai giovani maschi come conferma un documento della ANIA (fondazione per la sicurezza stradale) ( http://www.fondazioneania.it/pages/sicurezza/statistiche/Statistiche%20incidenti%20donne%20guida.pdf ) che citando i dati delle assicurazioni dice:

La percentuale di incidenti provocati dalle donne tra i 18 e i 21 anni è del 12%. Numero che sale vertiginosamente con i ragazzi maschi: per ogni 100 ragazzi tra i 18 e i 21 anni gli incidenti provocati sono ben 17%, quasi uno su cinque. E si tratta di incidenti quasi sempre di una certa entità, visto che il costo medio dei sinistri registrato dalle Compagnie di assicurazione per la stessa categoria di automobilisti è di oltre 5.700 euro, 1.500 in più rispetto alla media nazionale maschile.

In genere si attribuisce la maggior sinistrosità dei ragazzi alla mancanza di esperienza, ma questa è comune anche alla ragazze che invece hanno un costo medio per incidente pari a 4.500 euro.

Ampliando il nostro punto di vista non possiamo non notare che nelle specie animali, (esseri umani compresi), i giovani maschi portino all'estremo le loro abilità assumendo volontariamente  atteggiamenti pericolosi. La giovane gazzella maschio si avvicina in maniera sconsiderata al branco di leoni per dimostrare alle femmine che osservano la scena da lontano di essere così veloce da non temere di essere catturato e le femmine sapranno che probabilmente i suoi figli erediteranno quella caratteristica.

Sui motorini, ad esempio,  i giovani maschi portano la loro guida all'estremo delle loro capacità perché istintivamente sanno che verranno notati dalle giovani femmine, (che istintivamente leggeranno questi segnali estremi sotto forma di attrazione), e questo si può tramutare in un vantaggio competitivo sugli altri maschi con cui si sfida.

Perché un giovane maschio dovrebbe rinunciare ad un vantaggio competitivo?

Maggiore sicurezza al prezzo di un minor successo con le donne non è un'opzione percorribile per un ragazzo come il lavoro di Satoshi Kanazawa ha teorizzato

Satoshi Kanazawa ha studiato la vita di centinaia di uomini che hanno primeggiato nei loro settori: scienziati, pittori, musicisti, scrittori e  criminali. Per tutti ha osservato lo stesso fenomeno, ovvero le più brillanti idee e colpi di genio (o ardite imprese criminali) questi uomini le hanno avute in età giovanile, fra i 20 e i 30 anni e nei primissimi anni di matrimonio, dopo ci sarebbe un sensibile calo di produttività. I geni in questione tornano a creare cose importanti se ritornano single. Da un punto di vista organico sarebbe la concentrazione di testosterone, l'ormone della competitività, alta quando i maschi competono che cala quando si sposano per poi ritornare alta qualora dovessero divorziare.
Il motivo, secondo Kanazawa, è legato al bisogno dei maschi di competere anche duramente per  conquistare le femmine. Più della morte è l'impossibilità di accoppiarsi il vero problema mentre una volta creato un legame stabile e avuto il primo figlio diventa più importante assicurare sostegno alla prole che rischiare la vita in competizioni.

Stando così le cose dobbiamo rassegnarci a vedere i ragazzi maschi rischiare la vita loro e degli altri?
Forse no! Bisognerebbe riuscire a spostare il vantaggio competitivo dai maschi spericolati a quelli prudenti. Se le ragazze apprezzassero il ragazzo coscienzioso non solo verrebbe meno la molla che spinge all'imprudenza ma addirittura la competizione si sposterebbe sul rispetto del codice della strada. Questa via, secondo me più produttiva e innovativa, presenta comunque delle difficoltà.  Spesso le ragazze apprezzano la cosiddetta canaglia, quello che mostra sicurezza e che ostenta le sue abilità considerando il ragazzo prudente sostanzialmente  scialbo. Una caratteristica singolare di una parte significativa delle donne è proprio l'essere attratte dalla propensione al rischio dell'uomo e poi una volta  accasate volere che lui cambi proprio perché una volta formata la famiglia non c'è più bisogno che l'uomo le  informi sulle sue  abilità ma c'è bisogno di qualcuno che resti vivo per aiutarle.

Ho avuto modo di osservare dei ragazzi  orientati al target delle ragazze  che tenevano in gran conto valori come lo studio e l'impegno e notare come questi  tendano ad essere meno imprudenti rispetto ai loro coetanei che puntavano ad un target femminile più ampio. Ovviamente la semplice osservazione di un fenomeno non indica nulla, occorrono statistiche effettuate in maniera accurata e scientifica per poter trarre delle conclusioni, magari quando verranno effettuate o ne verrò a conoscenza potrò essere più preciso.  Inoltre anche ammettendo che delle statistiche affidabili  confermino questa osservazione  bisognerebbe capire se i ragazzi prudenti si orientino verso ragazze che li apprezzino oppure se diventino prudenti per poter corteggiare le ragazze che apprezzano questa dote.


Vediamo il caso degli uomini adulti: i dati delle assicurazioni ci dicono che:

il costo medio degli incidenti si aggira sui 4.200 euro contro una media femminile di 3.850 euro.

Questi dati sembrerebbero contraddire la comune opinione che le donne siano più imbranate degli uomini al volante. In realtà le donne mostrano problemi nei parcheggi e causano più danni lievi tipo graffi alla carrozzeria contro muri, danni che ovviamente non vengono denunciati alle assicurazioni e   irrilevanti per la nostra analisi sulla sicurezza. Secondo Barbara e Allan Pease questo è dovuto ad una minore perizia nelle abilità spaziali. Purtroppo sembra non esistano dati che confrontino il tasso di incidenti degli uomini sposati con figli, degli uomini sposati senza figli, dei single con figli e dei single senza figli. Secondo la tesi di Satoshi Kanazawa  dovremmo osservare un tasso di incidenti più basso tra gli uomini sposati e con figli.

Nel caso di uomini adulti una campagna informativa sulla sicurezza stradale di stampo tradizionale potrebbe funzionare?

Temo di no!


Il problema non è relativo solo alla sicurezza stradale, secondo me anche una minor attenzione ai fattori di rischio per la salute o alla sicurezza sul lavoro può avere la stessa origine.

Per spiegarmi questo fenomeno capace di depotenziare qualsiasi campagna sulla sicurezza ho ipotizzato un effetto che ho chiamato “assalto alle mura”.

Per millenni gli uomini hanno dovuto affrontare situazioni molto pericolose come ad esempio marciare contro le mura di una città assediata mentre da queste venivano lanciati ogni genere di oggetti pesanti, infiammabili o acuminati. L'unico modo che ha un essere umano per non fuggire è convincersi che tutte quelle frecce colpiranno chiunque ma chissà per quale motivo non lui.  Coloro che avranno saputo distinguersi in battaglia riceveranno onori e saranno ambiti dalle donne contribuendo a diffondere le loro stesse caratteristiche mentre gli uomini meno ardimentosi potrebbero aver avuto difficoltà a trovare donne disponibili e quindi riprodursi se non essere addirittura emarginati o giustiziati.

L'effetto “assalto alle mura” potrebbe spiegare per quale motivo il fumatore sia convinto che il cancro funesterà gli altri ma non lui come spiegherebbe ad esempio il comportamento incosciente di non indossare il casco sui cantieri.


Il basso impatto sugli uomini delle campagne di sensibilizzazione basate sui pericoli o sulle immagini raccapriccianti degli incidenti è da ricercarsi , secondo me, in questa errata percezione del rischio personale.

Inoltre la presenza del testosterone, (l'ormone della competitività che predispone anche a prendere dei rischi finalizzati), porta gli uomini a preferire le macchine potenti perché status symbol, (un po' da esibire come il pavone fa con la coda), e di conseguenza diventa più facile premere il piede sull' acceleratore come dimostrato dai dati   del ministero dei trasporti secondo cui oltre l'80% di quelli che perdono punti sulla patente per eccesso di velocità  sono uomini.

Facendo riferimento al fumo, secondo me, molto più delle scritte terrorizzanti sui pacchetti di sigarette hanno contribuito a ridurre l'uso della nicotina l'enorme mole di restrizioni introdotte per i fumatori con la relativa caduta di considerazione sociale per chi ha questo tipo di consumi.
Ritengo quindi che anche nel caso della sicurezza stradale sia più produttivo un lavoro che da un lato aumenti i controlli e dall'altro punti a togliere credito sociale ai guidatori imprudenti.

 

Per le donne vediamo che:

Secondo gli studi di Simon Baron-Cohen una delle principali differenze nel cervello di uomini e donne è che gli uomini siano più portati alla sistematicità mentre le donne siano più portate all'empatia. Essere portati all'empatia significa anche riuscire a immedesimarsi  meglio nell'altro e questo renderebbe efficace una campagna di sensibilizzazione basata in qualche modo sulle esperienze negative altrui. Gli effetti di questo tipo di campagne sarebbero duraturi? A giudicare dal fatto che le donne abbiano un costo medio per incidente più basso rispetto agli uomini come una maggiore attenzione per la salute e la sicurezza sembrerebbe accreditarlo anche se dobbiamo prendere in considerazione anche un'altra spiegazione.

Alcuni ricercatori  della Bradford University hanno verificato nelle donne una maggior prudenza e rispetto delle regole stradali. Secondo questi ricercatori il motivo è da ricercarsi nell'estrogeno.

Quindi quello che le donne perderebbero in abilità spaziali sostenute dal testosterone lo guadagnerebbero in maggiore sicurezza sostenuta dall'estrogeno.

Sempre dal documento ANIA

1) Il divieto di sosta in città, spesso in doppia fila o sul marciapiede, è l’infrazione maggiormente commessa dalle donne.
2) le donne risultano più trasgressive nell'uso delle cinture e del telefono cellulare senza viva voce.

In assoluto anche le assicurazioni confermano quello che i ricercatori hanno teorizzato. Mi lascia perplesso il non uso delle cinture che cozza un po' con la maggiore propensione alla sicurezza delle donne ma probabilmente ciò è dovuto al fatto che spesso le donne usino la macchina per brevi tratti in città con molte soste per svolgere delle commissioni e quindi le percepiscano solo come un impaccio senza utilità visto la bassa velocità. Non mi stupisce invece l'uso scorretto del cellulare, le donne hanno in  conto maggiore rispetto agli uomini le relazioni con gli altri ed essendo oggi il telefonino  il mezzo principe per curarle risulta più probabile che a cadere in questa infrazione sia la donna. A ulteriore conferma di quanto detto in precedenza:

Secondo un’indagine dell’ACI, su di un campione di 7.000 guidatori passati nei corsi di Guida Sicura di Vallelunga, fra le donne è stata riscontrata una percentuale maggiore di errata posizione di guida,
compensata da una "condotta generalmente più prudente e da un uso “più razionale del veicolo".
Le donne manifestano, tuttavia, “una minore conoscenza tecnica e teorica” del veicolo e dei “suoi comportamenti dinamici” e, di conseguenza, “delle operazioni da compiere per mantenere il controllo del mezzo in condizioni critiche”.
Questo le porta ad una “guida maggiormente intuitiva, finalizzata ad evitare situazioni di rischio”. Negli esercizi in pista le guidatrici "riescono meglio ad affrontare situazioni di emergenza che richiedono da un lato rapidità e concentrazione" e manovre semplici come “la frenata con l'ausilio del sistema Abs".
Manifestano invece maggiori difficoltà nelle manovre che richiedono "un diverso controllo della vettura”, ad esempio una sbandata, in cui tendono maggiormente ad un uso istintivo ma errato dei freni".

Conclusioni
La mia opinione è che nel caso della sicurezza stradale non abbia molto senso puntare a messaggi unici che riportino immagini raccapriccianti o inviti alla prudenza. Ritengo più opportuno creare messaggi differenziati per sesso ed età.

Non sono riuscito a trovare dati statistici sul lungo periodo di campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale. Sarebbe molto utile valutarne l'impatto su un numero abbastanza grande di persone per un lungo periodo di tempo.  Per esempio se una campagna nelle scuole sull'uso del casco in moto ha coinvolto un numero adeguato di ragazzi bisognerà poi verificare anno per anno quante di quelle persone hanno avuto danni imputabili al non uso del casco e confrontare la percentuale con quella nazionale.

Ritengo infine molto utile  riorganizzare le statistiche sugli incidenti prendendo in considerazione la tesi di Kanazawa e quindi  confrontare il tasso di incidenti degli uomini sposati con figli, degli uomini sposati senza figli, dei single con figli e dei single senza figli.

 

Bibliografia

  • Simon Baron-Cohen : Questione di cervello
  • Alan S. Miller & Satoshi Kanazawa: Perchè agli uomini piacciono le curve & le donne adorano i diamanti
  • Allan & Barbara Pease: Perchè le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?

 

 

Ettore Panella

 

 

 

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