In ogni coppia il comportamento di un partner influenza quello dell'altro in modi spesso difficili da individuare. L'effetto "ping pong"  può creare dei circoli viziosi, o virtuosi, capaci di incidere decisamente sulla salute di un matrimonio o convivenza.

 

 


La coppia è qualcosa di diverso dalla semplice somma di due persone, la coppia è un ballo a due dove ognuno in qualche modo influenza l’altro in modi che neppure sospetta ed è impresa ardua riuscire a distinguere l’apporto dell’uno da quello dell’altra.   In realtà in ogni rapporto umano ognuno influenza gli altri e questo è stato dimostrato con una serie di geniali esperimenti da cui ho selezionati due casi abbastanza emblematici.
Esperimento A
I ricercatori hanno invitato alcuni uomini a parlare  per qualche minuto con una donna sconosciuta. A metà di loro hanno mostrato la foto di una donna molto bella e agli altri quella di una donna esteticamente molto meno gradevole. In realtà tutti hanno parlato con la stessa donna. Alla fine dell'esperimento hanno ovviamente notato un diverso modo di interagire ma non è stata questa la cosa interessante. Successivamente hanno preso solo la parte di registrazione in cui era la donna a parlare e l'hanno fatta ascoltare ad altre persone chiedendo se questa donna fosse bella o meno. Tutti quelli che avevano ascoltato la donna parlare con uomo che la ritenesse bella dissero che lei era bella mentre tutti quelli che avevano ascoltato la registrazione in cui lei parlava con un uomo  convinto di interagire con una donna poco attraente da un punto di vista estetico avevano confermato questa opinione.
Esperimento B
I colloqui di lavoro simulati. Ai selezionatori veniva data la scheda di ogni persona con a margine una nota del tipo molto qualificato o poco qualificato, (le note venivano mese a casaccio). Quando i selezionatori pensavano di avere davanti una persona molto qualificata lanciavano inconsapevolmente molti segnali positivi, erano molto distesi e affabili e il candidato stabiliva una buona intesa, sorrideva parecchio e faceva una figura migliore. Quando i selezionatori pensavano di avere a che fare con un candidato poco qualificato lanciavano, senza accorgersene, segnali negativi ed erano meno incoraggianti rendendo il candidato meno disteso portandolo a fare una figura peggiore

Nel primo esperimento l’uomo che credeva di parlare con una bella donna istintivamente cercava di fare bella figura (in spiaggia avrebbe tirato dentro la pancia e cercato di esporre il torace) e la donna incoraggiata da questo atteggiamento cercava di fare altrettanto, (ad esempio in spiaggia avrebbe inarcato la schiena per mostrare meglio il seno).  L’uomo che credeva di avere al telefono una donna non carina non effettuava l’istintivo pavoneggiamento mantenendosi sul formale e lei rispondeva allo stesso modo.
Nel secondo caso è evidente che l’approccio del selezionatore si riflette sulla resa del candidato, in pratica ne condiziona la performance.

Questi esperimenti ci spiegano perché l’antipatia è considerata una emozione reciproca.  Se tu mi sei antipatico io inizierò a comportarmi in maniera fredda e formale e questo ti spingerà a fare altrettanto.
Se questo è vero nelle interazioni più semplici tra esseri umani figuriamoci cosa succeda nella coppia dove il comportamento dell’uno può generare una reazione nell’altro creando dei circoli virtuosi o viziosi.  E’ assurdo cercare di capire dove una coppia ha deragliato senza osservare i due coniugi interagire ,  può sembrare una cosa scontata eppure Gottman ha scoperto le cause che portano alla rottura di una coppia rivoluzionando proprio il modo di studiare i coniugi e cioè studiando le videoregistrazioni degli stessi che litigavano invece di ascoltarli separatamente o di far compilare inutili questionari.
 Un approccio totalmente diverso dallo standard dove si chiede ai partner i motivi che li hanno spinti lontani l’uno dall’altro.  Il problema è che spesso i veri motivi che hanno fatto franare la convivenza sono recepiti inconsapevolmente e ognuno dei partner nel tentativo di spiegarsi il perché dei problemi andrà a pescare nella memoria degli eventi che in qualche modo si adattano sia a scaricare la “colpa” sull’altro sia a giustificare il malessere attuale ma che non è affatto detto essere la radice del problema.  In parole povere non si può determinare con certezza l’origine dei problemi di coppia partendo dai racconti dei coniugi perché nella realtà dei fatti neppure loro sanno esattamente cosa li abbia generati.
Provo a fare un esempio tra i tantissimi possibili.
Può capitare di vivere delusioni amorose che ci tolgono la speranza nell’amore o di non riuscire a conquistare  il/la partner che si desidererebbe.  Può essere per solitudine, per necessità, perché è assurdo farsi scappare il buon partito. Magari dopo essere affogati nelle proprie lacrime a causa di un amore non corrisposto si prova tenerezza verso una persona che invece non ha mai smesso di desiderarci e quasi per farle un regalo si accetta di sposarla.  In parole povere si può sposare una persona per motivi che nulla hanno a che vedere con la passione e magari anche in buona fede si cerca di essere un buon marito o una buona moglie  adempiendo con precisione a tutti i propri compiti riuscendo a dare all’altra persona la sensazione di essere amata pur non essendo propriamente vero.  
Il problema è che l’altro potrà anche essere convinto consapevolmente di essere amato magari usando uno strumento difensivo chiamato autoinganno ma i circuiti cerebrali che costituiscono il cosiddetto inconscio vedono tutto e valutano tutto, se anche  la parte razionale cercherà di negare e di ricacciare indietro quelle sensazioni negative queste non scompaiono ma restano compresse nei circuiti cerebrali più antichi creando un continuo stillicidio o una esplosione violenta.  
Magari si è troppo sarcastici, non si perde occasione per esprimere rimproveri ecc. oppure lei potrebbe lanciare un oggetto contro di lui in un litigio o lui darle uno schiaffo. Tutto questo genererà un circolo vizioso che porterà la relazione sempre più in basso.  In questo caso la vera origine di tutto è la frustrazione di non essere amati, la consapevolezza di aver sacrificato il diritto di avere al proprio fianco una persona che ci ami intensamente e che ci siamo dovuti accontentare di un surrogato anche se chi si occupa della separazione o di una eventuale riconciliazione potrebbe  concentrarsi sulle conseguenze confondendole con la vera causa.
Un’altra tendenza insensata è quella di cercare necessariamente e incessantemente delle colpe mentre lo scopo principale di chi assiste una coppia in crisi dovrebbe essere aiutarla a vivere al meglio una separazione non conflittuale o , qualora vi fossero le condizioni, a recuperare il rapporto e renderlo gratificante.  Se torniamo all’esempio appena fatto è vero che uno dei due in qualche modo si è fatto piacere una persona e di fatto la ha condannata a una vita senza passione però ha cercato di essere un buon coniuge, l’altro partner magari ha voluto credere che l’altra persona si sarebbe col tempo innamorata o magari ha ignorato il famoso sesto senso che suggeriva di lasciar perdere.  Pretendere da sé stessi di amare qualcuno è una impresa impossibile, essere frustrati dal non essere corrisposti è naturale. Pensare che l’altra persona avrebbe preferito sposare altri ma si è accontentata di voi perché senza alternative genera rabbia.  E’ tutto umano e l’effetto ping pong crea un circolo vizioso tendenzialmente  distruttivo.
Ovviamente di esempi se ne potrebbero fare tanti ma l’effetto ping pong ha un vantaggio non da poco, se una relazione è diventata estremamente distruttiva questo non significa obbligatoriamente che i due separandi siano condannati a rivivere nella futura relazione le stesse vicessitudini. Può  succedere che da una relazione disastrosa ne escano due di buona qualità perché in realtà con i nuovi partner non si ricreano  gli stessi problemi.  Uno schema in cui è possibile vedere all’opera questo ping pong distruttivo tra i due coniugi è lo schema della rincorsa -fuga (http://www.sublimia.it/vita-di-coppia/rincorsa-fuga.html )

Ettore Panella

 

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nota:

l'immagine di copertina è la riproduzione di un dipinto di Jack Vettriano

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