E’ veramente l’uomo a iniziare il corteggiamento?
corteggiamento

L’opinione diffusa è che sia l’uomo a proporsi e la donna a decidere per il si o per il no. E’ veramente così che funziona?

In cosa differisce il corteggiamento maschile da quello femminile?  Lo schema a cui molti fanno riferimento è quello comune a molte specie di mammiferi dove il maschio compete con gli altri maschi e poi si propone alla femmina che decide se accettare o meno e sicuramente è stato così in un passato remoto perché per gli uomini la vista è molto importante  nella selezione della partner (utile sulle medie/lunghe distanze) mentre le donne non sono  generalmente “visive” e usano molti parametri diversi di selezione (applicabili  a  breve distanza) inoltre è più facile che sia un uomo ad innamorarsi a prima vista.
Oggi le cose stanno ancora in questi termini?

Gli psicologi Allan e Barbara Pease hanno filmato e poi studiato gli approcci tra uomini e donne in diversi locali giungendo alla conclusione che nel 90% dei casi è la donna a invitare l’uomo inviando dei segnali di interesse con gli occhi ma purtroppo lui ,(a meno che non si tratti di un Casanova), non li comprende subito per cui dovrà ripeterli almeno tre volte. Se è fortunata!  A questo punto l’uomo, se riesce inconsapevolmente a registrare questi cenni, si avvicina e tenta l’approccio. E’ per questo che gli uomini pensano di essere sempre loro a proporsi, nei fatti è andata così e non hanno consapevolezza dei segnali che sono stati percepiti ma in maniera inconsapevole.   Sempre secondo i due psicologi le donne nei primi momenti dell’incontro mandano segnali troppo sottili e a volte contraddittori per far scoprire l’uomo che però può restare perplesso e finire per restare bloccato e non fare nulla o pensare che lei non sia interessata.

Ettore Panella

note

il dipinto usato come immagine è di Lawrence Alma-Tadema (1906).

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