Perchè alcune madri abbandonano i figli a morte certa?
neonato

La notizia della madre di Terni che ha abbandonato il figlio appena nato a morte certa ha, come spesso accade in questi casi, diviso l’opinione pubblica. Perchè succedono queste cose?

Le implicazioni etiche sono molte ma io vorrei cercare di formulare una spiegazione razionale ad un fenomeno endemico, (non è certo la sola e neppure l’ultima madre a fare una cosa del genere).

Innanzitutto va detto che la legge ,onde evitare l’ infanticidio, permette alla donna l’abbandono anonimo presso gli ospedali dei neonati e che il numero di neonati adottabili è notevolmente inferiore rispetto al numero di coppie che desiderano adottare.  Alla luce di questo l’abbandono in strada di un neonato è un comportamento stupido prima che criminale perché ormai la donna ha già investito enormi energie per portare a termine la gravidanza, le basterebbe fare un piccolo tragitto e garantirebbe al suo erede biologico la salvezza e molto probabilmente una vita dignitosa.

In questi casi si cerca di giustificare l’azione attraverso la depressione post partum che però arriva dopo alcuni giorni dal parto mentre gli abbandoni di neonati avvengono nel giro di poche ore dalla nascita.  Personalmente, al netto di eventuali malattie psichiatriche, non riesco ad immaginare che due motivazioni principali.

– Osservando le femmine dei mammiferi si nota che in caso di risorse molto scarse le madri abbandonano i figli al loro destino. Deve quindi esserci un istinto che le spinge a non sprecare risorse in una impresa che ha infime probabilità di riuscita e di dedicarsi quindi alla prossima cucciolata che potrebbe nascere in condizioni più favorevoli.  Per quale motivo un istinto simile non dovrebbe essere presente anche nelle femmine di homo sapiens?

Ovviamente nel caso degli umani esistono molti fattori in gioco ed è possibile fare scelte in contro tendenza rispetto agli istinti come ad esempio abbandonare i neonati in ospedale ma in alcuni casi e in condizioni particolari la scarsità di risorse, (o una errata o pessimistica valutazione delle difficoltà ambientali), può far prevalere l’istinto sulla ragione.

– La sindrome di Medea.  Evoluzionisticamente parlando un figlio è anche un successo biologico e quindi ucciderlo è un modo per negare al partner quel risultato che comunque avrebbe avuto se lei avesse fatto adottare il bambino.

Ettore Panella

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