Madri non si nasce, si diventa!

La maternità è una cosa bellissima ma può anche essere vissuta male dalla donna. La nostra cultura dà una visione estremamente idealizzata della madre e della maternità che si discosta dalla realtà delle cose stabilendo però un modello materno irraggiungibile. Ho scritto questo piccolo manuale sottoforma di domande e risposte indirizzato sia alle donne che agli uomini affinchè riconoscano i segnali di pericolo.

 

Avevo promesso questo articolo alla mia amica Laura , (a cui lo dedico), e anche se in ritardo e rattristato dall’ennesima notizia della madre che uccide il figlio adempio all’impegno. Mi sono domandato se fosse opportuno parlare anche degli aspetti negativi di un evento comunque fondamentale per la vita di un essere umano e la mia risposta è stata si! Conoscere significa poter scegliere al meglio e soprattutto prevenire.

 

Madri non si nasce, si diventa!

 

La maternità è una cosa bellissima ma può anche essere vissuta male dalla donna. La nostra cultura dà una visione estremamente idealizzata della madre e della maternità che si discosta dalla realtà delle cose stabilendo però un modello materno irraggiungibile a cui nessuna donna potrà mai veramente conformarsi creando in lei un sentimento di inadeguatezza. Per fare un esempio è come se si chiedesse a tutti gli esseri umani di correre come il campione del mondo dei 200m.

 

 

Ansia della madre sola con il figlio

 

E’ quando la madre rimane sola con il figlio che può provare ansia. Gli effetti della stanchezza, la difficoltà a comprendere le esigenze del bambino, i bruschi cambi ormonali, l’impossibilità di farsi sostituire vengono nella solitudine amplificati. In passato le donne vivevano in famiglie allargate dove potevano contare sull’aiuto della altre donne e nelle società cosiddette primitive i figli vengono allevati insieme dalle donne del villaggio. La società moderna con i suoi ritmi lavorativi e gli sradicamenti dal luogo di nascita ha privilegiato il formarsi di nuclei familiari ristretti ai coniugi e ai figli e quindi è venuta meno la rete di protezione molto attiva fino a pochi decenni fa. E’ molto importante che la neo mamma resti quanto meno tempo possibile da sola e accetti la compagnia e l’aiuto del partner, della mamma, della suocera, delle sorelle e delle amiche. E’ opportuno approfittare di ogni occasione per uscire a fare una passeggiata con il bambino.

 

 

Silenzio, vergogna, paura di essere giudicate

 

L’ideale della maternità con la sua perfezione rappresenta un punto di arrivo irraggiungibile per ogni donna che vive con disagio il suo senso di inadeguatezza. Ogni donna prova qualche volta verso il figlio dei sentimenti contrastanti, può provare occasionalmente irritazione, rabbia o rancore e addirittura il 10% delle madri può fare del male al figlio o a se stesse nel primo anno di vita del neonato. In questi casi ci si sente giudicate e incomprese, si ha vergogna perchè non ci si ritiene una buona madre e si evita di confidare i propri sentimenti per paura di essere mal giudicate. Rinchiudersi in se stesse è un grave errore che può portare ad atti in alcuni casi gravi, come testimoniato dai casi di cronaca perchè secondo uno dei principi della psicologia, quando un’emozione viene repressa invece che ritirarsi o dissolversi, diventa più potente e più forte. Sarebbe bene parlare con le persone care ed il proprio partner e nei casi più gravi rivolgersi tempestivamente ad uno psicoterapeuta. L’associazione Soccorso Amico a cui ho il privilegio di aderire ha operatrici esperte nelle problematiche relative ai primi mesi di vita del bambino ed è possibile telefonare allo 089.339999, (attivo 24 ore su 24), per concordare un appuntamento telefonico

 

Perchè le altre ci riescono e io no?

 

La casa è sempre disordinata, sono stanca, non riesco neppure a farmi una doccia, perchè non riesco a fare come le altre? In realtà è praticamente impossibile che una neo madre, per quanto ben organizzata e sempre precisa, riesca a gestire al meglio il suo tempo. Le continue interruzioni del sonno per l’allattamento nei primi mesi di vita del neonato e le cure necessarie verso il figlio confliggono con la normale routine di tutti i giorni. Le altre sembrano meglio attrezzate solo perchè in realtà si guardano bene dal confidare le proprie difficoltà o angoscie proprio per non confessare di non essere all’altezza dell’ ideale astratto di madre. Nella vita bisogna darsi delle priorità e in cima a questa particolare gerarchia deve esserci il rapporto ed il benessere del figlio e della coppia, tutto il resto deve essere messo alcuni gradini più in basso.

 

 

Perchè i figli degli altri sono perfetti e il mio no?

 

Già durante la gestazione le future madri immaginano le caratteristiche del figlio e , neppure a farlo apposta, tenderanno al modello di perfezione. In genere gli esseri umani non sono perfetti e può capitare che il figlio non sia proprio identico a come una se lo immaginava. La frustrazione sale se poi si confronta il proprio bebè con quello degli altri così “buoni e graziosi”. Sembra che solo il proprio figlio non mangi abbastanza, non dorma abbastanza, pianga troppo ecc. Ogni bambino ha il suo carattere che mostra sin dalla nascita, la riuscita di un figlio si vede durante tutto l’arco della sua vita e non è affatto detto che le caratteristiche così sottovalutate oggi non si rivelino determinanti nel successo di domani.

 

Errore del partner

 

La campagna di mitizzazione della maternità, una rosa bellissima da conoscere bene però se si vogliono evitare le spine, ha creato negli uomini l’idea che la donna sia al massimo della felicità solo con il bambino. La donna si concentra molto sul bambino, specie se è il primo, e il partner si sente praticamente un soprammobile. La tendenza maschile a trovare soluzioni ai problemi pratici lo porterà a lavorare di più perchè così la famiglia potrà far meglio fronte alle aumentate spese di gestione e lui non vivrà la frustrazione dell’esclusione. La scelta apparentemente ottimale si rivela invece pessima perchè aumenta i periodi di solitudine della donna e quindi ne aumenta l’ansia. Anche se il partner è apparentemente o effettivamente escluso comunque ricopre un ruolo importante, se non altro è l’unica persona con cui sfogarsi liberamente.

 

Mi sento stanca, sono insicura, mi sento intrappolata: ho la depressione post-partum?

 

No! è normale avere dei dubbi, specie se è il primo figlio, perchè madri si diventa e non si nasce e quindi l’amore materno non è scontato ma è una cosa che si sviluppa nel tempo. La stanchezza fa parte del pacchetto maternità come l’improvviso cambio di abitudini a cui si può reagire con insofferenza. Una cosa è una lieve alterazione dello stato emotivo e un’altra è la depressione post partum. In questi casi la compagnia e l’aiuto delle donne della famiglia o delle amiche è la medicina giusta. Fare un po’ di ginnastica o comunque una moderata attività fisica è sicuramente di grande aiuto

 

Cos’è Baby Blues?

 

Si tratta di un insieme di lievi alterazioni dell’umore che interviene alcuni giorni dopo il parto. Circa il 70% delle neo mamme va incontro al baby blues che scompare spontaneamente in una decina di giorni circa senza lasciare conseguenze nè alla madre nè al bambino. I sintomi sono: ansia, tristezza, pianto immotivato, irritazione verso eventuali altri figli e/o il partner, insonnia, inappetenza.

 

 

Cos’è la depressione post partum?

 

Al contrario del baby blues, la depressione post partum deve destare allarme e la sua durata può coprire anche l’arco temporale di un anno. Circa il 10% delle donne può avere questo problema sia pur in modo diverso, si può andare da un disagio nei rapporti familiari fino alla convinzione di essere incapace di gestire bambino e famiglia. Alcuni dei sintomi più frequenti della depressione post partum possono essere:

Irritabilità, in genere si comincia con una maggiore tendenza all’ingiuria e a comportamenti aggressivi verso chi la circonda, specie il partner;

indolenza;

difficoltà ad addormentarsi ed affaticamento, questi sintomi non sono molto indicativi visto che l’allattamento confligge con le usuali ore di sonno;

esaurimento;

disperazione;

inappetenza o consumo esagerato di cibo;

confusione;

crisi di pianto senza motivo;

senso di inadeguatezza, sentirsi incapace di prendersi cura del bambino e/o sentirsi incapace di svolgere anche le attività più banali tipo cambiare i pannolini;

senso di colpa per non essere la mamma perfetta delle pubblicità, gli imprevisti che costituiscono “la dote” portata da ogni neonato vengono visti come molto peggiori di quanto realmente sono;

disinteresse per il bambino;

cambi di umore improvvisi;

Assenza del desiderio sessuale, fenomeno naturale nei primissimi mesi dopo la nascita del bambino proprio perchè la donna è interamente presa dalle esigenze del nuovo nato ma nella depressione post partum questo periodo può arrivare anche a più di nove mesi.

Quali donne sono maggiormente a rischio di depressione post partum?

 

Risultano più a rischio di altre le donne la cui madre è stata affetta da questo disturbo, quelle che hanno sofferto di disturbi psichici, le donne che hanno avuto un parto molto difficile e stressante, le adolescenti oppure le donne al primo figlio, le donne con un rapporto conflittuale col partner o che non ricevono aiuto dalla famiglia nei primi mesi dopo la nascita del bambino.

 

 

E’ possibile prevenire o attenuare una depressione post partum?

 

Innanzitutto chiedere aiuto ogni volta che se sente il bisogno e mantenere i contatti con parenti e amici. Cercare di disincentivare gli eventi stressanti quali le visite impreviste. Evitare alcool, caffè ed altri eccitanti. Mantenere un atteggiamento ottimista verso le difficoltà e gli imprevisti che si manifestano nei primi mesi coltivando la convinzione che si tratti di un periodo limitato che avrà termine. Coinvolgere quanto più possibile il partner nel rapporto con il figlio invece di escluderlo, sia pur inconsiamente, e riprendere i normali rapporti sessuali appena possibile. Dedicare un po’ di tempo a se stessa, fare un po’ di esercizio fisico, frequentare altre neo mamme, approfittare di ogni occasione per uscire col bimbo. Una cena fuori casa solo col partner può avere effetti molto benefici.

 

Quando rivolgersi ad uno specialista?

 

Sarebbe bene ricorrere ad uno specialista se i sintomi della depressione post partum vanno oltre le due settimane ma soprattutto se si ha la sensazione di poter fare del male al bambino o a se stesse oppure se si prova spesso nella stessa giornata ansia , paura e panico.

 

Depressione post partum nel neo padre

 

Secondo James F. Paulson i fattori di rischio e gli effetti della depressione tra i nuovi padri non è ben compresa, ed ha ricevuto scarsa attenzione da parte dei ricercatori e clinici. Sempre secondo questo ricercatore circa il 10% dei padri riferisce di aver avuto esperienza di depressione prenatale o postpartum, con tassi più alti circa 3-6 mesi dopo il parto e risulta essere correlata alla depressione post partum della partner. Questi nuovi dati cambierebbero l’approccio che va tenuto nell’affrontare la depressione post partum perchè il manifestarsi del problema in uno dei due genitori deve automaticamente portare l’attenzione anche sull’altro inoltre la depressione post partum andrebbe affrontata con terapie di coppia e non solo limitate alla donna.

 

Cos’è la psicosi post partum?

 

Fortunatamente è rara, lo 0,2% delle madri ne è affetta, ma molto grave e richiede cure psichiatriche immediate. I sintomi della malattia vanno dalle allucinazioni alla paranoia, delirio, agitazione e confusione. La mamma colpita dalla psicosi è incapace di prendersi cura del bambino può presentare una tendenza suicida o omicida verso il bambino.

 

Questo articolo ha un commento

  1. 🙂 sicuramente interesssante….quando io sono diventata madre..31 anni fà..nn si parlava di depressione post-partum….ma devo riconoscere che a volte mi sono sentita inadeguata…ma per fortuna ho trovato in me la forza di superare i periodi difficili…di figlie ne ho tre…e devo ammettere che nonostante le ami moltissimo nn mi sento la classica mamma chioccia che deve controllare e vivere le figlie in modo assiduo…loro sanno che se hanno bisogno di me io ci sono…in questo dico sempre che mi sento molto nord-europea ..nn credo sia giusto che una madre si annulli totalmente…

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