Tradimento parte seconda: rompere i ponti –  tremenda vendetta

Nel precedente articolo abbiamo visto le ragioni biologiche del tradimento,in questo invece vedremo due tipologie di tradimento strumentali ovvero messi in essere per uno scopo preciso che può essere la chiusura del rapporto o la vendetta.

 

 

 

Rompere i ponti.

Può capitare che il rapporto attuale cominci ad andare stretto. Si desidera qualcosa di diverso, si vuole chiudere la relazione ma qualcosa ci trattiene. Può essere l’abitudine o la sicurezza che l’altro/a ci fornisce, può essere la mancanza di coraggio nel comunicare una decisione in fondo già presa o la paura di non farcela da soli, può essere la presenza di figli a trattenere oppure il fatto che la famiglia di origine e i parenti ci biasimerebbero. Magari ci avete provato a chiudere ma siete tornati sui vostri passi perchè troppo doloroso vedere il/la partner soffrire.  Rompere i ponti alle proprie spalle è un gesto che nella tattica militare corrisponde ad una scelta estrema, tagliare ogni possibilità di fuga alle proprie truppe riottose affinchè combattano allo stremo non avendo altra scelta. Chi decide di rompere i ponti con un tradimento sa che non potrà più tornare indietro e in genere disseminerà ogni genere di indizio affinchè il/la partner nonostante tutto lo scopra.
Chi sceglie questa strada talvolta vuole convincersi di aver realmente lasciato il precedente partner perchè innamorato/a di un’ altra/o conosciuta/o per caso ma l’uso di questa tecnica viene palesata sia da una pressante attività seduttiva a largo raggio precedentemente  all’incontro galeotto sia dalla breve durata del rapporto con l’amante divenuto ormai inutile dopo aver diligentemente svolto il ruolo di “rovinafamiglie”.
Una variante ancora meno coraggiosa è spingere l’altro, ( più difficile al maschile perchè culturalmente è più pesante per un uomo essere tradito), nelle braccia di un’altra ad esempio negando il sesso. Non si vuole ricoprire il ruolo della cattiva e si fa in modo di essere la vittima ribaltando sull’altro le proprie responsabilità.
Chiaramente rompere i ponti non è  una scelta ottimale perchè gli sviluppi successivi non sono pienamente prevedibili e la rottura è molto più difficile da digerire dall’altro/a in quanto va a toccare pesantemente la sua autostima. Una cosa è prendere atto della fine di un rapporto e un’altra è essere messi da parte in favore di un/una terzo/a con cui giocoforza ci si finisce per confrontare.   Assumersi le proprie responsabilità, essere chiari ed onesti è la scelta sicuramente meno dolorosa sul lungo periodo.

 

 

Tremenda vendetta

 Una delle reazioni ad un tradimento subito può portare a sentimenti di rivalsa e quindi all’idea di tradire per ripicca. Possiamo avere due diversi casi

caso a:

Il vostro scopo è pareggiare i conti e vi mettete subito alla ricerca di qualcuno/a che possa fare al caso vostro. Questo tipo di reazioni presenta molti inconvenienti, innanzitutto potreste vivere sensi di colpa o addirittura disprezzarvi per essere andati a letto con una persona che in condizioni normali non avreste preso in considerazione, il sesso stesso potrebbe non avere quella spontaneità e piacevolezza necessaria trasformandosi più in un atto dovuto che piacevole. Non è bello utilizzare altre persone che potrebbero essere ferite nei propri sentimenti e che magari riponevano in voi ben altre speranze.  Non è detto che la persona che avete coinvolto sia così saggia da comprendere quanto avvenuto e lasciarvi in pace, potrebbe cercare di conquistarvi, di vedervi anche se avete detto che la cosa non vi fa piacere, potrebbe ritenersi ingiustamente usato/a.  Non è neppure  detto che riusciate a non lasciarvi coinvolgere emotivamente dalla nuova relazione finendo col complicarvi solo la vita.

caso b:

Non aspettavate altro! In realtà tradire era il vostro desiderio nascosto ma non volevate essere voi a ricoprire il ruolo del traditore. Il/la vostro/a partner vi ha tolto ogni scrupolo, ora potete darvi finalmente alla pazza gioia e realizzare quanto sognavate senza complessi di colpa.  In questo caso io qualche domanda me la porrei sulla tenuta del rapporto e magari una visita ad un consulente di coppia non farebbe male.

 

 Questa è la parte 2 , ecco i link alle altre parti

 

  1. parte 1: le ragioni biologiche (pubblicato)
  2. parte 2: rompere i ponti –  tremenda vendetta  ( pubblicato)
  3. parte3: quanto “valgo sul mercato”? – il partner ha perso “valore” – crisi di mezza età (pubblicato)
  4. parte4: mi serve lo psicologo – voglio qualcosa di diverso (pubblicato)
  5. parte5: indizi utili – un tradimento (scoperto) distrugge sempre la relazione o è possibile recuperare? (da pubblicare)
  6. parte6: il tradimento femminile è considerato più grave di quello maschile perchè? (da pubblicare)

 

Ettore Panella

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. ma il caso in cui i due partner siano d’accordo nel “tradimento” non è considerata?
    lo metto virgolettato perché quando tra le parti ci sia dialogo, rispetto e sincerità, non penso si possa più parlare di tradimento.. semmai di coppia aperta?
    Dopo molti anni assieme penso sia normale e fisiologico un calo del desiderio nei confronti del partner, e se si prova comunque stima e affetto reciproci, vale la pena di fare un discorso franco e fare sesso anche al di fuori della coppia.
    Penso che la monogamia sia una favola alla quale la gente vuole disperatamente credere, ma si può voler bene ad una persona e viverci bene assieme per molto più tempo di quanto si avrà voglia di fare sesso esclusivo con lei.
    Non capisco però perché appena accenno questi argomenti per me tranquilli e “normali”, nel 90% delle volte i miei interlocutori (soprattutto donne) scatenano l’inferno…!
    quindi devo evitare l’argomento 😛

  2. Se due sono d’accordo allora non si può parlare di tradimento, semmai hanno smesso di essere coniugi e sono diventati buoni amici.

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