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“‘Perché le donne hanno meno successo? Chiediamoci se esistono differenze strutturali con l’uomo”. La domanda del prof. Barbero ha alimentato molte polemiche, vediamo in che modo la psicologia evoluzionistica ci aiuta a rispondere.

 

Il tema è talmente politicamente scorretto che il povero professor Barbero, per aver fatto una semplice domanda  è stato oggetto di una aggressione mediatica veramente degna di altri tempi eppure il quesito è tutt’altro che scontato.

“‘Perché le donne hanno meno successo? Chiediamoci se esistono differenze strutturali con l’uomo (Alessandro Barbero)”

In realtà di questo tema si sono occupati gli psicologi evoluzionisti, vediamo in che modo la psicologia evoluzionista può aiutarci a rispondere al quesito.

Gli esseri umani sono molto interessati al rango sociale anche perché questo è connesso con quella che Darwin definì “selezione sessuale”. Le femmine di molte specie, ma soprattutto dei primati, scelgono di accoppiarsi con certi maschi e di scartarne altri [ ]… Come sceglie allora la femmina? Spesso guarda al rango sociale come a un utile indizio – Simon Baron-Cohen: Questione di cervello

Quindi il rango sociale è uno dei parametri a cui una femmina di homo sapiens, (e anche di altri primati), guarda quando seleziona il suo partner.

Prima di proseguire è bene chiarire il ruolo di questi parametri.

La nostra è una specie complessa, se per una femmina di pavone le cose sono molto semplici e si accoppia con il maschio dalla coda più bella, le femmine umane utilizzano molti parametri di selezione del partner, per la maggior parte inconsapevoli. La scelta finale è sempre il frutto di una media pesata su molti parametri a cui ognuna, (ma il discorso è speculare anche per i maschi), dà un valore diverso. Per capirci, per tizia lo status sociale vale 8 per caia 6 e per sempronia 4.  (vedi articolo https://www.sublimia.it/selezione-del-partner.htm )

Molti confondono lo status sociale con la ricchezza.

Talvolta ad uno status sociale più alto corrisponde una maggiore disponibilità economica, ma le due cose non sono sempre sovrapponibili.

In un gruppo di straccioni è il capo straccione che ha lo status sociale più alto anche se non ha soldi. Nel gruppo che va a vivere in una comune isolata dove nessuno ha nulla sarà il leader del gruppo ad avere lo status più elevato anche se non possiede nulla.
In una società guerriera saranno i soldati più “medagliati” a essere ambiti.  Nel circolo di tennis sarà il giocatore più bravo ad avere lo status più alto e tra i giocatori di scarabeo sarà il giocatore più bravo ad attirare l’attenzione delle giocatrici, (il riferimento ai giocatori di scarabeo non è casuale, Susan Pinker ha fatto delle interessanti considerazioni su questa comunità).
Va detto che lo status sociale vale solo per la comunità di riferimento,(tranne nel caso di importanti cariche tipo il re, il principe, il ministro, il manager di successo). Per capirci, nel circolo del tennis il bravo giocatore di scarabeo non desta interesse e viceversa, (a meno che non vi sia una giocatrice sia di tennis che di scarabeo).

Status sociale e competizione sessuale

Simon Baron-Cohen ci ha informati che per le femmine della nostra specie lo status sociale è un parametro importante e che molte donne ne sono interessate, (Berlusconi ha sempre avuto un bel po’ di ammiratrici e la coppia calciatore – velina è un classico).
<<Abbiamo condotto un’inchiesta su 624 donne dirigenti e l’86% ha rivelato che non sarebbe interessata a un uomo che ha meno successo di lei, il 9% che avrebbe potuto prendere l’idea in considerazione, il 5% , infine, ha dichiarato che non aveva importanza. – (Allan e Barbara Pease: perchè gli uomini sono fissati con il sesso… e le donne sognano l’amore?)>>

Vale lo stesso anche per i maschi della nostra specie?

<<E’ interessante notare che vari studi dimostrano che gli uomini di tutto il mondo danno poca importanza alle condizioni finanziarie di una donna, a prescindere dal loro benessere economico personale. In altre parole, non è improbabile che l’amministratore delegato di una grande società sia attratto dalla stessa donna da cui è attratto l’impiegato peggio pagato (Allan e Barbara Pease: perchè gli uomini sono fissati con il sesso… e le donne>>
Quindi  per il maschio avere uno status sociale più elevato migliora le opportunità sessuali,  al contrario avere una posizione più alta nella gerarchia per una femmina non offre alcun vantaggio nella competizione sessuale.
In pratica essere il giocatore più bravo di scarabeo nel circolo dedicato a questo gioco o il capo della comitiva ad un maschio offre maggiori possibilità mentre al contrario ad una femmina un bel seno offre un vantaggio nella competizione sessuale maggiore che essere una brava giocatrice di scarabeo oppure una ministra.
Da un punto di vista logico la cosa non deve neppure meravigliarci, il figlio del re aveva meno probabilità di morire di malnutrizione rispetto al figlio del contadino e la bellezza è un modo per valutare la fertilità di una donna o comunque la presenza di caratteristiche utili alla prole.
Non dimentichiamo mai che il sesso nasce per la riproduzione, nella nostra specie ha assunto anche altri significati e funzioni che però sono aggiuntivi e non sostitutivi per cui a livello inconsapevole comunque siamo attratti da quei segnali che indicano una buona madre o un buon padre biologico per eventuali nostri figli.
Va anche ricordato che gran parte dei nostri comportamenti hanno motivazioni inconsce, (questa è forse l’unica cosa su cui tutte le scuole di psicologia sono d’accordo), per cui anche chi è votato alla castità è comunque condizionato dagli stessi istinti degli altri maschi o femmine per quanto riguarda la competizione sessuale.

Chiariamo bene la questione a chi ha la tendenza a capire una cosa per un’altra.

Innanzitutto è innegabile che il leader della comitiva ha un maggiore ascendente sulle femmine del gruppo, ma questo non significa che i maschi gregari siano esclusi dalla competizione sessuale.  Tutti se la possono giocare, chi ha uno status elevato ha un bel vantaggio su alcune femmine del gruppo, ma anche gli altri maschi possono competere visto che si gioca sull’insieme dei parametri e che ogni femmina dà un valore diverso ai vari parametri. I parametri individuali comunque possono fare la differenza e, giusto per fare un esempio, una donna dominante magari cercherà un uomo remissivo e viceversa. Se sui grandi numeri è possibile individuare delle tendenze generali, a livello del singolo è impossibile predirne il comportamento. Addirittura in una comitiva che frequentavo c’era una donna che sceglieva uomini  le cui caratteristiche erano invise alla sua famiglia e quando questa si adattava e accettava quell’uomo lei lo lasciava e iniziava una nuova relazione ancora più deprecata dai familiari.
Insomma a livello del singolo è possibile tutto e il contrario di tutto.

Da tutto questo cosa si deduce?

È evidente che per un maschio, (in realtà sono i maschi alfa maggiormente sensibili ai vantaggi forniti da uno status elevato, vedi https://www.sublimia.it/Biologia-maschio-e-femmina/alfa-beta.html ),
competere allo spasimo e vincere significa avere ottime carte da giocarsi nella competizione sessuale. Per una femmina, (sia essa beta o alfa), invece raggiungere uno status elevato non garantisce alcun vantaggio nella competizione sessuale, allora perché spendere tempo ed energie per ottenere uno status gerarchico più alto?
Susan Pinker dedica molto spazio nel suo splendido libro,” il paradosso dei sessi”, alle donne che arrivate molto in alto nella carriera ad un certo punto decidono di abbandonare tutto e dedicarsi alle cose che più amano, lo stesso fenomeno è più raro nel caso degli uomini.
Almeno tre vasti studi, che abbracciano gli ultimi tre decenni, hanno dimostrato che per le donne i benefici intrinseci, [NdR fare la differenza, contribuire allo sviluppo di un determinato settore, appartenere ad una comunità…],   contano di più delle gratificazioni personali [NdR stipendio, prestigio…] – (Susan Pinker: il paradosso dei sessi)
I tornei di scarabeo.
Susan Pinker porta l’esempio dei tornei di scarabeo, si tratta di un settore dove ci sono poche donne ai massimi livelli anche se le giocatrici sono circa la metà, (curiosamente la Pinker nota che si tratta della stessa proporzione nel settore lavorativo negli USA dove le donne sono il 5% dei livelli dirigenziali e il 45% della forza lavoro).
Come è possibile?
Esistono campi dove i maschi hanno migliori prestazioni delle femmine, (quasi tutti gli sport ad esempio), ma di certo le capacità linguistiche non rientrano in questo caso, addirittura le femmine dovrebbero essere avvantagiate visto che parlano di più e più spesso.
Allora a cosa è dovuta la minor presenza femminile nella parte alta della classifica?
Per vincere a scarabeo è molto utile conoscere quante più parole possibile. Un uomo che passasse tutto il suo tempo libero ad imparare a memoria l’intero vocabolario della propria lingua potrebbe diventare un campione apprezzato nel suo ambiente, invitato a incontri e conferenze e diventerebbe oggetto di ammirazione tra le giocatrici.
Una donna generalmente si domanderebbe: a che pro fare tutta questa fatica e sacrifici?

Aggressività, spavalderia e sicurezza di sé

Il prof. Barbero si fa la seguente domanda:

È possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiuta ad affermarsi?

Linda Babcock con il suo studio ha dimostrato che le donne non amano la negoziazione, una azione estremamente competitiva che comporta il rischio di essere scartati.

Nel 2006 le economiste Muriel Niederle e Lise Vesterlund si interrogarono sul perchè vi fossero così poche donne in posizioni dirigenziali e di leadership dove la competizione è diffusa. Con un intelligente esperimento verificarono che mentre gli uomini avevano altissime possibilità di scegliere modalità di competizione del tipo tutto o niente ovvero chi vince prende tutto e chi perde niente, al contrario le donne sceglievano modalità meno rischiose anche se meno remunerative. Le due studiose hanno verificato che ad essere sgradita era proprio la possibilità di perdere tutto in un colpo solo tipica di settori molto competitivi quali la politica o l’impresa.
Un altro dato ci viene dai morti sul lavoro, la stragrande maggioranza dei morti sono uomini e questo ci conferma che gli uomini scelgono lavori più rischiosi, e si spera più remunerativi, mentre le donne preferiscono lavori meno pericolosi e rischiosi.
Quindi alla domanda del professore possiamo rispondere sì, tendenzialmente le donne non amano il rischio e questo ha delle conseguenze evidenti.  Un maschio alfa può tentare di conquistare un regno, (o, se si chiama Berlusconi, costruire un impero economico), se ci riesce fa bingo e le sue possibilità sessuali crescono in maniera esponenziale sia in quantità che in qualità, se perde gli tagliano la testa.
Un maschio, (soprattutto se alfa), riterrà che il gioco valga la candela mentre una femmina, per le ricerche citate, preferirà desistere.

Siete veramente sicure di volerlo?

Prendiamo un riassunto della biografia di Bill Gates fatto da Riccardo Mariani che in questo è eccezionale.

Gates aveva un’etica del lavoro radicale, sia al liceo che più tardi fino ai suoi giorni in Microsoft. Molte cose nella sua vita sono finite in secondo piano: il sonno, l’igiene personale, gli amici e le fidanzate. Arrivava in ufficio di mattina (non prestissimo) ma non rincasava fino a ben dopo mezzanotte. Trascorreva almeno un paio d’ore rispondendo o scrivendo e-mail ai suoi dipendenti. Praticamente aveva solo sette ore libere da Microsoft, in queste doveva anche dormire. Impossibile avere relazioni extralavorative con lui. A un certo punto Gates propose alla fidanzata del momento di uscire con lui e Steve Ballmer, il suo braccio destro, così lei poteva stare insieme a lui e lui avrebbe potuto al contempo lavorare. Questo non vuol dire che ha solo lavorato. Il libro menziona anche il tempo trascorso da Gates con la famiglia a Natale, al cinema, nella pratica degli sport acquatici ma soprattutto le le corse notturne ad alta velocità in auto (che lo aiutavano a pensare, pare). Ma il lavoro restava per Gates una missione.

Io onestamente una vita simile non la vorrei e sono convinto pochissime donne la vorrebbero.  Solo un maschio alfa la considererebbe desiderabile oppure un maschio beta ossessionato dalla paura del fallimento.
Ettore Panella
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