You are currently viewing Il satrapismo, l’epidemia che colpisce la burocrazia.
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Le nuove linee guida del garante sui cookie mi danno l’occasione per parlare del satrapismo, la malattia che flagella la burocrazia italiana e non solo.

 

Il garante della privacy italiano ha pubblicato le nuove Linee Guida Cookie e altri strumenti di Tracciamento.
Di fatto una serie di modifiche importanti che tutti i siti Internet dovranno implementare.
Premetto che si tratta di norme europee e quindi non dipendono direttamente dal garante italiano e neppure dalla burocrazia del Bel Paese ma è un ottimo esempio di satrapismo.
Sembrerà strano, ma l’Unione Europea non si occupa solo delle misure degli ortaggi.
A scanso di equivoci premetto che sono assolutamente d’accordo sulle motivazioni che hanno portato a queste norme, i cookie sono strumenti che possono essere realmente pericolosi per la privacy degli utenti.
Non sono per niente d’accordo invece con il modo in cui questa esigenza è stata tutelata ovvero con i famosi bannerini che rimandano alla cookie policy.

Una gramigna che ha infestato tutto il web senza alcuna utilità in quanto lo strumento si è dimostrato inutile e dannoso.

Inutile perché la stragrande maggioranza degli utenti si guarda bene dal leggere quelle ampollose dichiarazioni in legalese e spesso non sa neppure cosa sono i cookie.
Uno che legge 10 articoli su siti diversi dovrebbe prima leggersi 10 cookie policy? E chi lo farebbe mai?

Dannoso a causa del famoso effetto al lupo al lupo. La stragrande maggioranza dei siti non ha cookie realmente pericolosi e comunque utilizza quelli di poche aziende, (analytics per avere informazioni statistiche utili a capire l’efficacia del sito e migliorarlo, le mappe di google e poco altro) . Se tutti mettono il famoso bannerino allora l’utente viene abituato a cliccare su ok senza neppure pensarci. Di conseguenza le poche aziende che fanno zozzerie potranno tranquillamente stare in regola scrivendo le peggio cose sulla cookie policy tanto nessuno le leggerà mai.

Dall’alto del suo scranno dorato il satrapo non si preoccupa delle conseguenze delle sue regole sugli operatori e sugli utenti. Dimentica che il tempo delle persone è sacro e che per imporre una perdita di tempo (per non parlare dei soldi) deve esserci una giustificata motivazione e non deve esistere nessun sistema alternativo capace di minimizzare quella perdita di tempo che egli pretende come sacrificio dai fedeli per il suo altare.

Nel nostro caso
Giustificata motivazione? SI
Assenza di metodi migliori? NO

In che modo si potrebbe realizzare lo stesso scopo con un metodo che sia utile, efficace, non renda un orrore la navigazione agli utenti e non faccia perdere tempo (e soldi) inutilmente agli operatori?
I siti sono tantissimi ma i browser, (i programmi usati per navigare, explorer, chrome ecc.), pochissimi. Basterebbe creare delle estensioni, (applicazioni), da associare ai programmi di navigazione il cui scopo è proprio valutare i cookie utilizzando un sistema a semaforo (verde non preoccuparti – giallo stai attento – rosso fanno zozzerie, leggi bene la cookie policy).
Se il garante e/o l’UE, (che pure hanno qualche spicciolo da spendere), non vogliono commissionare le estensioni possono, volendo, validare quelle esistenti o future.
In questo modo via inutili banner, nessuna perdita di tempo per gli operatori che possono utilizzare quel tempo più utilmente per mettersi pancia all’aria su una panchina del lungomare a guardarsi il mare e, cosa più importante, maggiore efficacia.

Se all’improvviso, mentre naviga, l’utente vede un avviso rosso del programma di navigazione che gli dice di stare attento allora sicuramente fuggirà da quel sito senza neppure domandarsi cosa dice la cookie policy. Una azienda che vede il traffico crollare correrà subito ai ripari. Altro che multe e tarantelle varie a cui l’azienda che ha deciso di fare zozzerie è preparata e ha previsto in anticipo come gestire.

Dall’alto del suo scranno dorato il satrapo non si preoccupa di distinguere tra i vari sudditi
Chi ha fatto queste norme dimentica che i siti web non appartengono solo alle multinazionali di fantozziana memoria, ma c’è anche il tizio che ha fatto il sito web per ricordare con immutato affetto il cane Baubau, c’è la ditta individuale, c’è l’azienda con uno o due dipendenti, c’è l’associazione per la valorizzazione dei cavoli a merenda ecc.
Non tutti hanno l’avvocato a disposizione, non tutti hanno le competenze per leggersi le norme, (tra l’altro non occorrono solo competenze legali ma anche tecniche), ma tutti vogliono solo stare tranquilli ed avere delle certezze.

Minacciare multe se non si rispettano norme incomprensibili o astruse è il tipico comportamento del satrapo. Come potrebbe invece un funzionario virtuoso risolvere il problema?
Innanzitutto, come ho già detto, la gran parte dei siti web usa risorse di pochi fornitori ben individuati. Google analytics, wordpress e i suoi plugin, i siti di alberghi, B&b ecc. hanno il loro programma di prenotazione che acquistano da un numero limitato di ditte e si incorporano risorse di pochi fornitori tipo i video di youtube, le mappe di google, il widget per acquistare biglietti on line ai musei o prentotare il traghetto ecc.

Per dare tranquillità a tutti al Garante basterebbe mettersi d’accordo con pochissime aziende invece di setacciare milioni di siti che vogliono solo stare in regola.
I cookie definiti tecnici non vanno dichiarati, ma chi decide se un cookie è tecnico o meno? (Domanda retorica, è quello che fa la multa). E poi in genere si tratta di cookie di terze parti, plugin di wordpress, analytics ecc. magari oggi sono innocui ma domani?

Qualora, per motivi incomprensibili, non si volesse perseguire la strada delle estensioni (che, tra l’altro, hanno affrontato bene il problema dei popup) il funzionario virtuoso potrebbe dare serenità a chi ha un sito web in un modo molto semplice:
a) Realizzando un sito o una sezione del proprio sito dove l’utente sceglie cosa inserire (analytics, mappe ecc. ) e gli viene fornito lo script (le istruzioni) da inserire sul suo sito web per mostrare il corretto banner con il rimando alla cookie policy che nessuno leggerà.
b) sito o sezione del sito dove ognuno può testare il proprio sito web e magari registrarsi per avere valutazioni mensili con i suggerimenti per stare in regola .

In assenza di queste cose basilari, necessarie per creare un rapporto di fiducia e collaborazione, diventa difficile poi dare torto a chi dice che queste norme servono solo a fare multe a casaccio.

In pratica a cosa servono questi banner?
Probabilmente la burocrazia italiana ha infettato anche quella europea perchè questi bannerini sono la quintessenza del modus operandi italiano.
In pratica i bannerini sono inutili e dannosi ma permettono al burocrate di dire che ha fatto qualcosa.
È il motivo per cui l’italia è il paese degli infiniti divieti che nessuno rispetta. I divieti devono essere pochissimi e giustificatissimi (non giustificati, giustificatissimi) e devono rigidamente essere rispettati.
Io mi sono trovato di fronte a regolamenti che vietavano praticamente tutto. Quando ho fatto notare la cosa mi è stato risposto: per me puoi fare quello che vuoi, ma se succede qualcosa io te lo avevo vietato quindi sto a posto.

È tutto un pullulare di divieti che tutti sanno essere un modo per pararsi il fondoschiena e che nessuno rispetta.
Ti vieto di andare in giardino perchè così se cadi io non sono responsabile. Mi sembra ovvio, ho occhi per vedere e se non sto attento dovrebbe essere colpa mia.
Tutto è vietato quindi niente è vietato. Non lo capiscono ma l’unico modo per far rispettare i divieti e ridurne drasticamente il numero.

Conclusione

Oggi la sfida vera per il burocrate è tra essere un satrapo o un funzionario virtuoso.
Non è una sfida semplice, lo scopo principale della burocrazia è giustificare la propropria esistenza e alla lunga questo porta a creare sistemi infernali e oppressivi per la popolazione.
Per questo la sacrosanta battaglia del governo per sburocratizzare il paese è destinata al fallimento.
Forse la strada migliore è premiare i funzionari virtuosi, capaci di affrontare i problemi in modo intelligente ed efficace.

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